Conferenza stampa del 21/06/1997 - sintesi
Riassunto a cura di Marcello Ardini e Alessandro Benvenuti della conferenza stampa promossa da AFI (Associazione FidoNet Italia) il 21 giugno 1997.

La conferenza è ospitata presso i locali dell'Associazione Culturale Telemaco a Bologna in via Drusiani 4.
Pur essendo state contattate sia la sede regionale RAI, RETE 7 (tivù locale di Bologna e provincia), il Resto Del Carlino e La Repubblica, nelle loro sedi locali, sono risultati assenti gli organi di stampa e informazione.

Per FidoNet sono presenti l'RC (Regional Coordinator) Mario Murè, il REC (Regional Echomail Coordinator) Marcello Ardini (e tesoriere AFI), l'NC 332 (Network Coordinatoor) Mario Battacchi (e Presidente AFI), NEC 332 (Network Echomail Coordinator) Alessandro Benvenuti (e segretario AFI), NEC 333 Ivo Dal Bosco, NEC 335 Giuseppe Semeraro.
Per il CD (consiglio direttivo) di AFI è anche presente Pasquale Caruso e sono presenti e rappresentati praticamente tutti e 5 i NET FidoNet della region 033 con SysOp, point e qualche, escluso il 334.

In occasione di questa conferenza AFI ha messo a disposizione un BBS (Bulletin Board System) funzionante, per fare vedere cosa fosse un BBS FidoNet.

Alle ore 15.50 il Presidente AFI apre i lavori, riepilogando ciò che era stato inviato alla stampa, un comunicato AFI per spiegare che cosa sia FidoNet e quale confusione si facesse con InterNet.
L'RC fa un breve riassunto e precisa che tutta la vicenda si poggia come base informativa su ciò che ha scritto e ricamato il settimanale AB.
Da qui i vari organi di stampa (comprese testate giornalistiche televisive nazionali) hanno poi acquisito "i fatti?" e ricamato ulteriormente citando e malfamando FidoNet.
Il procuratore Ascenzi, che tiene le indagini, in una sua intervista ridimensiona il tutto riportando la cosa alle giuste dimensioni e anche i telegiornali sgonfiano la notizia.

Il Presidente di AFI descrive il comportamento che l'Associazione ha tenuto in questi frangenti.
Ricorda anche che pur con pochi iscritti AFI ha sempre mantenuto la massima apertura per tutti i SysOp e non solo per gli iscritti; mette l'accento però sul fatto che spesso si pretende che AFI faccia, ma poi la collaborazione concreta arriva dai soliti e non c'e' un coinvolgimento di tutti.

Murè ci tiene a fare una precisazione, su di una domanda postagli qualche tempo fa in FIDOBUST.033, se fosse possibile l'iscrizione obbligatoria dei SysOp ad una associazione come AFI o similare.
L'RC esclude categoricamente questa ipotesi, perche' sarebbe una violazione della policy stessa, visto che l'ingresso in FidoNet non può essere assoggettato a un pagamento.
Nel contempo l'RC ribadisce che l'esistenza di AFI è un ottimo strumento affinchè FidoNet possa avere una interfaccia verso l'esterno e senza la necessità che la struttura organizzativa interna di FidoNet sia anche quella del direttivo dell'associazione.

Cambiando leggermente discorso, ma rimanendo sul discorso giudiziario, Murè segnala che oltre a gli ultimi fatti e al precedente FidoBust, vi furono anche altri episodi legati a BBS come il caso Giovanni Pugliese o un sistema in un centro sociale sequestrato con l'accusa di Banda Armata.
Episodi isolati, ma che comunque hanno toccato BBS.

Battacchi fa anche notare, che avere una BBS non è un elemento a rischio più di tanto, visto che come hanno dimostrato le cronache, una qualunque dichiarazione di un pentito (collaboratore di giustizia?) può far attivare delle indagini.

Murè, consiglia che AFI quando possibile esca con un comunicato stampa che descriva le attività di FidoNet, questo in modo che gli articolisti abbiano in archivio anche informazioni che descrivano FidoNet oltre che gli scoop (floop in quest'ultimo caso) di altri giornali che cercano lo scandalo anzichè l'informazione.

Chiusa questa parte dibattimentale, Murè introduce un nuovo argomento frutto di alcune lettere, messaggi e una segnalazione pervenuta al REC:
  • una del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni ad un SysOp del 335
  • un msg di un SysOp del 333 su di una visita della Polizia Postale
  • un msg di un SysOp del 332
Il tema di questa discussione è il decreto legge del 17 marzo 95.

Esposti i fatti, sia RC che il Presidente di AFI, invitano alla calma, visto che mai come oggi chi può danneggiare FidoNet è la disinformazione.
Battacchi, ricorda ciò che si era discusso con l'avvocato Coliva al tempo del decreto, occasione in cui avemmo a Bologna anche ospite Manlio Cammarata di MCmicrocomputer.
Le apparecchiature su linea telefonica devono essere omologate e questo anche prima del decreto. Si conviene anche che l'adozione di apparecchiature ISDN spesso risolve questo problema, visto che tali apperecchi godono di omologazione europea.
Viene ribadito che i SysOp non ricadono nell'obbligo del pagamento delle autorizzazioni previste dal decreto a meno che non vengano offerti servizi a pagamento.
Per il resto in questi giorni AFI contetterà il Mimistero Delle Poste, per avere ragguagli in merito, cosa che fece già a suo tempo, ma non potè avere informazioni ufficiali, non essendo operativo il regolamento attuativo.
AFI cercherà anche di capire come il ministero abbia avuto i nominativi di alcune BBS, alle quali è già stata recapita la lettera, visto che in un caso la lettera era intestata alla BBS stessa.

Lasciato in sospeso il punto decreto in attesa che AFI riesca ad acquisire nuovi elementi, il discorso verte su come informare correttamente i SysOp e come evitare le situazioni di panico.

NEC 333 segnala che sarebbe anche opportuno che la sede delle riunioni non fosse sempre Bologna, visto che da sud non e' sempre agevolmente raggiungibile.

Murè auspica che le discussioni vengano portate anche a livello di HUB dove anche i SysOp piu' pigri (o impegnati?) seguono.
Murè segnala anche che spesso una delle perdite maggiori di FidoNet è l'assenza di riunioni di NET o di HUB come anche di un SysCon, considerando il fatto che spesso la conoscenza di persona dei soggetti aiuta sia a sviluppare i rapporti umani che a smorzare tutta una serie di polemiche le quali spesso sono di intralcio alla vita di un hobby quale è FidoNet.

Il discorso ritorna sulla scarsa visibilità di AFI.
Il presidente fa notare che AFI, pur essendo dotata di un organico limitato e su base completamente volontaria è sempre stata presente nei momenti di crisi di FidoNet, come il FidoBust, il decreto legge del marzo '95, la legge sulla privacy e mantenendo estesi questi incontri anche ai non soci.

Da alcuni SysOp, viene fatto notare che spesso le aree di coordinamento tra i SysOp come la SYSOP.033 e la ECHOSER.033 vengano utilizzate come terreno per sterili polemiche invece che come strumento di informazione, lasciando spesso il SysOp in balia della disinformazione.

L'RC autorizza il CD di AFI a promuovere AFI all'interno di FidoNet. Tale promozione deve essere esclusivamente tesa a facilitare l'entrata di nuovi SysOp ed a creare le condizioni necessarie per fare in modo che i SysOp non abbandonino FidoNet.
L'azione di AFI deve essere tesa ad informare nella maniera più capillare possibile i SysOp e l'utenza sulle novità legali che coinvolgono FidoNet.
Il REC fa notare che esiste già una autorizzazione in tal senso, quando REC era l'allora Stefano Pasquini e approvata dal coordinamento echo e fino ad oggi non è mai stata revocata.

Alle ore 18.40 ha termine la riunione.

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